Agesci Emilia Romanga

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“Fatti per qualcosa di Immenso” – Il campo fede che non ti aspetti

12 maggio 2016

Un abisso chiama l’abisso
Al fragore delle tue cascate  
Sal. 42 (41)

Cosa ti aspetti quando decidi di partecipare ad un campo fede?

Forse un aiuto, qualcuno che ti consigli un metodo per pregare, oppure qualche suggerimento per le proposte di fede da fare ai tuoi ragazzi. In cosa può consistere un campo fede? Tempo per me, per fermarmi, per pregare in un momento e in un luogo privilegiato, ben definito, “fuori” dalla routine e dagli impegni quotidiani; tempo per scendere in profondità, un regalo per me per potermi regalare meglio agli altri, per portare meglio i frutti, per ricaricarmi. Crediamo che questo campo ci abbia sorpresi tutti! Fatti per qualcosa di Immenso è stato un campo di passaggio: non un’isola felice in cui rifugiarsi, ma un’occasione da cogliere senza fermarsi nel proprio cammino. Forse proprio perché privo di qualsiasi obiettivo formativo da raggiungere (che invece sono ben presenti nei campi di formazione), è stato un campo diverso da tutti gli altri, in cui è stato facile vivere con autenticità ciascuno la propria storia, attraversando e portando con sé i propri pensieri, continuando sempre a camminare. Non è stata quindi una necessità di formazione o di completezza metodologica a portarci lì, ma un bisogno di confrontarci con qualcosa di…Immenso, bisogno che forse neppure noi sapevamo intuire completamente e che tuttavia sentivamo. Una voglia di stare di fronte al Risorto, in un faccia a faccia di cui avevamo sete nella vita di tutti i giorni, anche senza saperlo: in questo il campo ci ha dissetati, senza darci alcuna risposta nel modo in cui siamo abituati a riceverla o a scoprirla. Nessun time-out, nessuna corsa alla buona prassi, nessun “Ah, ora che so come si fa, quando torno a casa ne parlo con lo staff e vediamo di cambiare le cose…”; solo un tempo per noi, di silenzio, di preghiera, di liturgia delle ore e di ascolto della Parola, di strada e di confronto, come strumenti di riscoperta di sé e del proprio cammino alla luce della chiamata -per tutti uguale- ad amare. Essendo il primo campo nel suo genere a livello regionale, neanche noi sapevamo cosa aspettarci, ma questo è ciò che abbiamo trovato e respirato nell’incantevole località di San Giorgio in Ceparano. Lo staff giovane ed entusiasta ci ha accolti come ospiti graditi, offrendoci con gioia qualcosa di preparato con semplicità ma in maniera profonda e sapiente, che sapesse scendere nell’abisso di tutti e toccare il cuore di ciascuno. Così abbiamo assaporato l’Immenso per cui siamo fatti, nelle esperienze più che nelle parole: in una veglia alle stelle senza stelle, nel cammino in silenzio, nella lettura della Parola, nella contemplazione della croce, nell’eucarestia. In sostanza: un campo per tutti, indipendentemente dal ruolo in comunità capi o associazione, dall’età, dal punto in cui ci si sente di essere sul proprio percorso di fede; siamo persone prima ancora che capi.

Regalati questa esperienza, un passo verso l’Immenso che ti chiama!

Chiara Bianchini
Daria Scaioli
Elisabetta Bonandi

 

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