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Festival del Bambino – Bologna, 26-27 novembre

27 novembre 2016

Si è concluso il Festival del Bambino, evento dedicato alla lettura della realtà dell’infanzia con particolare attenzione alla fascia di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni.
Il festival si è aperto con un proposito: incontrarci per poi ripartire “contaminati”, arricchiti di idee e di proposte.
Effettivamente così è stato: sabato mattina gli interventi prima di Lucia Fagnini e Enrico Moretti, dell’istituto degli Innocenti, e di Laura Gilli (Gruppo Abele) poi, hanno dato spunti di discussione e confronto per i workshop del pomeriggio.
Tanti gli argomenti di questi ultimi (diritti, conflitti, tecnologia, pensiero, gioco, fede..) e diversi i temi ricorrenti: il tempo e la tecnologia per esempio. In più occasioni si è osservato come il bambino utilizzi oggi la tecnologia come espressione di sé e come questo tema sia così attuale, nella vita dei nostri lupetti e coccinelle, che non può rimanere nel silenzio.
Sul tempo c’è chi ricorda che il gioco é un diritto del bambino ed è importante dare al bambino stesso il tempo di giocare, educarlo alla pazienza e non a tempi stretti e standardizzati.

workshop festival del bambino

Domenica, dopo la Messa, è intervenuto l’Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi. Il vescovo ha salutato i capi presenti con grande spontaneità e ha scherzato con i lupetti e le coccinelle presenti: “Nel parco del seminario ci sono tanti scoiattoli, sono tutti cattolici eh!”. S.E. Matteo Zuppi ricorda anche che “Si cerca il meglio quando si impara a stare insieme, e il branco è fantastico in questo”.

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Ma i veri protagonisti di queste due giornate sono stati i bambini stessi. In loro rappresentanza alcuni partecipanti alla Piccola Orma “Giornalismo che passione”. I fratellini e le sorelline convocati dalla redazione di Giochiamo hanno intervistato i capi, li hanno osservati durante i workshop e sono stati voce di testimonianza diretta durante le attività.
Osservando i capi, i fratellini e le sorelline presenti, hanno trovato alcune parole chiave e dei colori per raccontare come loro vedono “l’adulto”: “gli adulti sono protettivi, generosi, coccolosi, un posto sicuro dove andare”, dicono, “aiutano a metterci sulla buona strada, sono responsabili, a volte chiusi e fai fatica a farci amicizia. Gli adulti sono poco fantasiosi e talvolta incontentabili”.
Sui colori dicono: “Gli adulti sono neri perchè si fanno prendere dalla tristezza, rossi perchè si arrabbiano senza motivo, gialli perchè a volte sono acidi, verdi perchè danno speranza, bianchi perchè di fronte a certe scelte del Bambino sono neutri”, conclude la sorellina, “rosa perchè danno amore e blu perchè sono belli, però non tutti!”

festival del bambino

Se si è iniziato parlando di contaminazione, le altre parole chiave del Festival del Bambino sono state “ridare dignità” e “cedere spazi di potere”. “Tutte le parole chiave trovate oggi formano una ‘nuova’ Parlata Nuova”, dice Francesco Silipo. “L’ambiente fantastico è territorio d’incontro”, continua l’Akela d’Italia. “Ora trasformiamo le parole in azione!”

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