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Buona caccia, Akela!

19 maggio 2017

C’è Akela nella foto e un lupetto che deve attraversare il torrente. La mano di Akela afferra la mano del lupetto. La mano di Akela è grande, forte, sicura. Lo scatto fotografico, sapientemente costruito da don Nino Levratti al campo scout di Mirandola nel 1952, non mostra il passaggio del lupetto dall’altra parte, ma riesce a farcelo intuire, certi che non possa che finire così.

Quell’Akela è Onesto Losi, il primo capo branco del gruppo scout di Mirandola alla rinascita, nel 1946, e quel lupetto è Angelo Venturini, tornato alla casa del Padre pochi giorni fa. In quello fotografia sta molta della vita scout di Angelo. Per tutti un amico, per tanti un Akela coscienzioso e responsabile. Angelo entra nel branco Seeonee del gruppo scout Mirandola 1 nel settembre del 1951 a cui segue pochi anni dopo, l’avventura nel reparto. Salito al clan, dopo solo due anni, la direzione del gruppo (quello che oggi chiamiamo comunità capi) gli affida il branco. Rimane così, come Akela, dal 1961 al 1969, guidando i suoi lupi per ben otto anni in cacce e vacanze di branco indimenticabili. Successivamente insieme ad altri capi storici mirandolesi darà il suo contributo al passaggio dall’ASCI all’AGESCI, restando in comunità capi fino al 1979. Finito qui? Certo che no. La nascita della prima comunità MASCI di Mirandola, dedicata a san Michele, lo vede tra i soci fondatori, dove resta fino al giorno in cui il Signore lo ha voluto con sé.

Nella foto di don Nino possiamo vedere lo scambio di esperienza, di vita, di servizio amorevole tra due Akela, quasi l’uno donasse all’altro i propri talenti per farli poi fruttificare: e i frutti di quel “trapasso nozioni” sono ancora davanti agli occhi di chi per vari motivi ha incontrato Angelo. Molte volte ha teso la sua mano per aiutare gli altri ad attraversare il torrente della vita in branco, in famiglia, come imprenditore e di questo gli siamo riconoscenti, sempre sorridendo e cantando (come dice la legge scout) nella difficoltà, anche della malattia, fino alla fine.

Durante il funerale, la sua comunità Masci, a nome di tutti i fratelli scout presenti, ha fatto un’ultima richiesta ad Angelo, che di sicuro, non rimarrà inascoltata:
“Sei sempre stato un amico sul quale poter contare! Ti chiediamo ancora una cosa: là in cielo, dove sei salito, chiedi al nostro Signore Gesù di aiutare chi hai lasciato e ancora cammina qui sulla strada”.
Riprendiamo in mano la foto di don Nino: come non leggervi, simbolicamente, in quella mano grande, forte, sicura, la mano del Signore che accoglie Angelo portandolo sul lato più sicuro e saldo del torrente?

Stefano Zerbini

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